In tempesta, tra le piogge acide della paura e lo spauracchio di una vita congelata dal vento che si è portato via l’ultimo centesimo di risparmio, ora, qui, adesso: tocca ripartire.
Per ripartire è essenziale guardarsi intorno e scoprire, adesso, qui, ora, lo scenario che ti sommerge e coinvolge in questo spettacolo naturale e immenso che è la tua vita.
Per ripartire, prendendo spunto dalla tecnologia, ma anche dalla vita; perché è proprio quando il gioco si fa dura che è necessario iniziare a giocare meglio, come i migliore e con i migliore.
Per ripartire.
Ripartiamo, da qui. Non ci sono ancora macerie, e possiamo ripartire prima di raschiare il fondo; basta trovare la spinta giusta, il propulsore adatto, gli stimoli necessari e indispensabili.
E li troviamo qui, intorno a noi.
Gennaio 10, 2009 a 11:38 am
Insospettabilmente ci è rimasto uno strumento che non utilizziamo da milioni di anni: il ripartire.
Lo facevano i nostri avi e lo dovremmo fare più spesso anche noi. E’ il rinnovo quotidiano, è la non passiva accettazione di tutte le idee o di tutti i pensieri, è lo riscoprirsi sempre diversi ed in fondo nuovi. Il ripartire apre nuovi giorni, a volte lontani dalle nostre certezze, sconfinati orizzonti di conoscenza e di umanità.
Ben venga il giorno in cui le nostre paure ci abbandoneranno a favore dell’incontro.